Intervista con il XVII Karmapa Thaye Dorje

Febbraio 2001 - India, A cura del Centro Buddhista di Budapest

Meditare, in parole semplici, vuol dire cercare di calmare la propria mente. Naturalmente, esistono diversi tipi di meditazione e diverse motivazioni alla meditazione e sono queste a fare la differenza. Altrimenti è lo stesso. Per prima cosa bisogna cercare di non avere dubbi o troppi pensieri. Meglio è calmare sé stessi e calmare la mente.

Il XVII Karmapa e Lama Ole
Intervista con il 17° Karmapa Thaye Dorje Febbraio 2001 - India A cura del Centro Buddista di Budapest

D:Cosa significa in pratica la promessa del bodhisattva? Personalmente, all'inizio ho commesso un bel po' di stupidaggini perché pensavo di dover aiutare sempre tutti.
K:Diventare un bodhisattva e dedicarsi alla pratica di un bodhisattva è in realtà una cosa molto impegnativa e penso che chi inizia questa pratica non dovrebbe confrontarsi subito con delle occasioni "pubbliche". All'inizio dovrebbe cercare di coltivare questa attitudine dentro di sé, facendola diventare sempre più forte e potente. Dovrebbe cercare di allontanarsi dalle situazioni affollate e meditare in solitudine su questo argomento. Quando sorge una maggiore fiducia in sé stessi e ci si sente in grado di aiutare gli altri, solo allora si può iniziare a farlo. Fino a quel momento, all'inizio e per tutti coloro che si accostano a questa meditazione, se ci si sforza di fare qualcosa sarà con molte probabilità una azione stupida e priva di risultati.

D:A volte è difficile isolarsi, perchè dobbiamo lavorare …
K:Se puoi aiutare gli altri, cerca di fare del tuo meglio. Se non puoi, questa è la realtà. Mi dispiace. Ciò che puoi fare, allora, è augurare agli altri ogni bene. Dovresti agire in base alle tue possibilità.

D:Cos'è la meditazione? Come dovremmo spiegarla alle persone nuove che vi si avvicinano?
K:In parole semplici, vuol dire cercare di calmare la propria mente. Naturalmente, esistono diversi tipi di meditazione e diverse motivazioni alla meditazione e sono queste a fare la differenza. Altrimenti è lo stesso. Per prima cosa bisogna cercare di non avere dubbi o troppi pensieri. Meglio è calmare sé stessi e calmare la mente.

D:Noi diciamo sempre cose molto complicate alle persone che iniziano …
K:Non penso sia la cosa migliore.

D:Qual è l'essenza della Via di Diamante?
K:Naturalmente l'essenza della Via di Diamante (Vajrayana) è la Via Grande (Mahayana). Al di sotto del Mahayana gli insegnamenti sono differenti, ma dal Mahayana in poi si parla sempre delle attività dei Bodhisattva: coltivare nella propria mente una gentilezza piena di amore. Bisogna davvero generare questa attitudine.

D:Ma attraverso gli insegnamenti della Via di Diamante noi possiamo raggiungere l'illuminazione in questa stessa vita, mentre attraverso gli insegnamenti Mahayana questo non è possibile …
K:Siamo franchi: illuminarsi in una sola vita è quasi impossibile.

D:Cosa pensi che succederà in Europa? Cosa insegnerai? Principalmente l'attitudine del Bodhisattva? La Mahamudra? La Via di Diamante?
K:Non sono in grado di dirti ora cosa insegnerò, è una situazione nuova per me. Così penso che farò ciò che mi verrà richiesto.

D:Lama Ole sarà attivo nel mondo ancora per un po'. Quando lui non ci sarà più è probabile che tu ci sia ancora. Come vedi tutto ciò: sarai nel futuro la guida spirituale di questa organizzazione o avrai i tuoi propri studenti?
K:Non desidero che gli altri siano tutti uguali. Ognuno ha il proprio Lama, le persone seguono il proprio Lama, i suoi insegnamenti e provano fiducia nei suoi riguardi. Così la mia motivazione non è quella di rendere tutti i praticanti miei studenti. La mia motivazione è, molto semplicemente, quella di insegnare, cercare di spiegare e se ci sono dei dubbi, cercare di fare chiarezza. Sicuramente avrò i miei studenti, questo è certo; è piuttosto naturale ed è il modo in cui le cose maturano. Ogni insegnante ha i suoi studenti, non ha senso fare molte differenze. Desidero relazionarmi con ogni persona nel modo più naturale possibile e sono lieto che ci siano persone a cui piace insegnare, che hanno la capacità di farlo in modo corretto, anche queste persone sono le benvenute.

D:Qual è la tua opinione riguardo al cosiddetto "orgoglio Kagyu"?
K:Naturalmente quasi tutti gli esseri umani funzionano nello stesso modo: sentono di avere il meglio e credono di essere migliori degli altri. É molto normale. Va tutto bene fino a quando non si danneggia nessuno con i propri pensieri. Va tutto bene fino a quando si è tranquilli ed è anche utile avere un buon senso dell'umorismo. Ma, come sai, i Kagyupa, i Gelupa e tutte le quattro scuole buddhiste del Tibet esistono principalmente per aiutare tutti gli esseri; esistono per aiutare la gente a ottenere ciò che desidera. Affermare che bisogna seguire questa via ma bisogna evitare quell'altra non è molto carino; naturalmente si può essere orgogliosi di ciò che si ha, anzi è giusto essere orgogliosi per questo.

D:Non ti crea difficoltà il fatto che diversi altri Lama non ti danno il loro appoggio?
K:Questo fatto è del tutto privo di importanza. Se ciò che cerco fosse il sostegno degli altri potrei presentarmi alle elezioni. Ma questo non è il punto della questione. Non mi riguarda affatto.

D:Insofferenza. Come possiamo lavorarci? Siamo così insofferenti persino nei riguardi dei risultati della meditazione o nel riuscire ad essere delle brave persone. Lo desideriamo così tanto …
K:Non è solo una questione di pazienza. Quasi tutto il Dharma risulta parecchio difficile perché è esattamente l'opposto della vita normale. Nella vita quotidiana tu devi fare sempre qualcosa per te stesso. Nel Dharma è esattamente l'opposto: al posto di te stesso ci sono gli altri. E' davvero l'opposto ed è naturalmente molto difficile. Non dovremmo cercare di ottenere dei risultati troppo velocemente, è difficile. Se proprio si desiderano dei risultati immediati, suppongo che sarebbe meglio seguire l'induismo o qualcos'altro: un sentiero più mondano e dunque più rapido. Anche la semplice recitazione di mantra è veloce. Il Dharma, d'altronde, non è per questa vita soltanto, ma per tutte le vite future ed è per questo che richiede così tanto tempo. Non dovremmo cercare di vedere i risultati rapidamente: pratico oggi e voglio vedere i risultati domani e se non arrivano allora non seguo più questo sentiero. Non è questo il punto.

D:E l'impazienza quotidiana, soprattutto nei riguardi degli altri?
K:Bisogna cercare di non perdere mai la speranza. Anche se sembra impossibile, in realtà non è mai davvero impossibile.

D:Esiste una grande varietà di libri in circolazione, come possono orientarsi le persone che si accostano per la prima volta al Dharma?
K:I libri sono tutti, in misura diversa, una faccenda commerciale. Nei libri c'è scritto ogni genere di cose. Non sto affermando che i libri non andrebbero letti, se desideri leggere fallo pure, ma non seguire ciecamente tutto ciò che vi è scritto. I principianti dovrebbero sempre ricevere l'incoraggiamento dall'insegnante e naturalmente è molto importante anche il sostegno degli amici di Dharma. Davvero, in quanto amici dovremmo cercare di dare tutto il nostro aiuto ed il nostro sostegno poiché il solo insegnante non è sufficiente.

D:Così il contatto personale è molto importante…
K:Si, più che altro è il gruppo che funziona, ognuno dovrebbe cercare di dare ciò che può.

D:Come trovare un equilibrio tra lo studio e la meditazione?
K:Il giusto equilibrio è 50 e 50. Se dicessi che è il 100%, non ci sarebbe più molto tempo per l'altro. Ma dipende anche dalle attitudini individuali: alcune persone preferiscono molto più studiare che meditare, per loro la meditazione è troppo spirituale e non vi trovano un grande significato, si trovano più a loro agio con concetti logici. Per altri meditare e raggiungere risultati è la strada più adatta. E' una questione davvero individuale e molte sono le strade possibili. Tutto ciò che posso dire è che i praticanti Kagyu sono, in realtà, coloro che preferiscono meditare più che studiare. Così, se puoi, cerca di meditare più che studiare. Si può imparare molto anche attraverso la normale vita quotidiana e fare delle esperienze.

D:Meditazione o attività di Dharma ? Alcuni preferiscono meditare piuttosto che lavorare nei centri buddisti.
K:E' piuttosto difficile dire qualcosa a riguardo. E' sempre piuttosto difficile. Ho visto questo l'ultima volta che sono stato in Europa, ognuno doveva lavorare e nessuno poteva stare senza far nulla. Potrebbe essere un'idea cercare di distribuire meglio le responsabilità. Per esempio: tu pratichi oggi ed io lavoro, domani io praticherò e tu lavorerai.

D:Quanto è importante costruire stupa? Qual è la loro funzione?
K:Naturalmente gli stupa sono davvero molto importanti. Sono destinati a durare per un tempo molto lungo. Portano con loro tantissime benedizioni, purificano tutti gli ostacoli e preservano gli insegnamenti. Ma è molto importante considerare che: le cose che vengono riposte al loro interno e le persone che guidano i rituali e vi ripongono gli oggetti devono essere assolutamente pure. Per esempio se si colloca qualcosa di realmente negativo, ciò porterà con sé tantissimi ostacoli.

D:Comunque ritieni che dovremmo cercare di realizzare uno stupa?
K:Si, penso che sia molto importante.

D:Ritieni che nel nostro futuro ci sarà un posto per la pratica dei Sei Yoga di Naropa?
K:Penso che sia possibile. Naturalmente non sono pratiche adatte a tutti, ma per alcuni sì. Come ho detto prima, dipende sempre dall'individuo. I tempi possono anche cambiare, ma sarà sempre una questione individuale.

D:Insegnerai i Sei Yoga?
K:Oh si, cercherò di fare del mio meglio.

D:Anche tu insegnerai il Phowa separatamente come fa Lama Ole?
K:Si, naturalmente.

D:Può il Buddhismo crescere davvero in Occidente?
K:Penso proprio di sì.

D:Possiamo davvero farcela?
K:Sembra proprio di sì.

D:Riguardo alla questione dei Tulku. Può questo sistema arrivare anche in Europa?
K:Può essere che arrivi. Ma questa ricerca, questo "sistema" non è qualcosa di veramente positivo. Faccio queste affermazioni perché sono tempi in cui non esistono molti insegnanti che possiedano delle realizzazioni. Sono piuttosto difficili da trovare e naturalmente questo significa che è difficile anche trovare dei Tulku autentici. Quasi ogni individuo in realtà è un Tulku. Penso che questo sistema ha funzionato abbastanza bene nei tempi antichi, quando esistevano veri Tulku. Penso che oggi sia meglio contare su qualcosa di più affidabile, come essere un bravo insegnante o essere un bravo praticante: è molto meglio che essere un Tulku. Questo perché di questi tempi si possono vedere molti Tulku che sono perfino peggiori delle persone normali. Agiscono a modo loro e sentono di poter fare tutto ciò che vogliono. Per molti di loro, si può affermare senza timore che siano deboli e viziati. Mi devo scusare perché esistono diversi Tulku autentici, ma altri non lo sono. E' infinitamente meglio diventare un buon praticante che essere un Tulku.

D:Una domanda riguardo al ciclo di iniziazioni chiamato Chiksey Kundrol. Quanto sforzo dovremmo mettere nel cercare di ottenerlo?
K:Le iniziazioni principali che la maggior parte dei Lama danno e che persino io stesso trasmetto, sono pubbliche, adatte a tutti ed hanno il valore di una benedizione. Ma per alcuni speciali studenti esiste qualcosa che ha più a che fare con la trasmissione, qualcosa di più profondo. Per molte persone è, in verità, più di una benedizione. Bisognerebbe cercare di ricevere questo ciclo, se è possibile; ma se non si può partecipare va altrettanto bene. Almeno se esiste una buona motivazione nei confronti del Lama o anche nei riguardi della pratica; se esiste una forte devozione per la pratica va anche molto bene. Se si può bisognerebbe partecipare, ma se non si può va altrettanto bene. Chiksey Kundrol è una serie di iniziazioni, tra cui quella di Manjushri, di Chenrezi e di molte altre. Non è una sola iniziazione.

D:Le persone desiderano riceverla perché desiderano praticare tutte queste iniziazioni e desiderano anche collezionarle tutte.
K:Fare una collezione di iniziazioni è una cosa buona, non trovi?

D:Ma praticarle tutte è impossibile.
K:Bisognerebbe avere una propria pratica e una specifica divinità (Yidam) personale. Bisognerebbe cercare di mantenerla ben chiara, per quanto possibile, per tutta la propria vita. Se si ha tempo, va bene ricevere tante iniziazioni. Ma non bisognerebbe mai abbandonare la propria divinità personale, questa va sempre praticata. Inoltre non si devono fare distinzioni fra le diverse forme di Buddha; hanno tutte la stessa essenza, semplicemente la divinità personale è quella che si addice di più a un individuo.

D:Per quanto ci riguarda, noi abbiamo il Ngöndro, è questa la nostra divinità personale per il momento…
K:Sì, esattamente.

D:Grazie.