Ricerca nel sito
Chi Siamo
Centri
Buddhismo
Meditazioni
Insegnamenti
Insegnanti
Karmapa
Buddhismo &
Scienza
Dharma Shop
Link
Glossario
FAQ
Come
Contattarci
MAIL
HOME
© 1999-2011

    Intervista con Hannah Nydahl 

Elenco degli insegnamenti



Virginia, Luglio 1995

Nel 1969, Lama Ole Nydahl e sua moglie Hannah divennero i primi studenti occidentali di Sua Santità il XVI Gyalwa Karmapa, Rangjung Rigpe Dorje, uno dei più grandi yogi di questo secolo, nonché capo della tradizione Kagyu del Buddhismo Tibetano. Sua Santità ebbe una profonda influenza sulle loro vite. Egli chiese ad Hannah ed Ole di portare il Buddhismo in Occidente. Negli ultimi 22 anni essi hanno viaggiato senza soste, insegnando e fondando centri di meditazione in tutto il mondo. Hannah Nydahl è molto richiesta come traduttrice e interprete della filosofia del Buddhismo Tibetano. Divide il suo tempo lavorando come interprete per i lama presso l'Istituto Buddhista Internazionale del Karmapa di Nuova Delhi, in India, partecipando a vari progetti di traduzione di testi Buddhisti, organizzando i programmi e le visite degli alti Rinpoche del lignaggio, e viaggiando per tutto il mondo con Lama Ole.

Kagyu Life International: Come mai hai trascorso così tanto tempo in Asia?

Hannah Nydahl: Ole ed io andammo in Asia per la prima volta negli anni '60. Entrammo in contatto col Buddhismo e rimanemmo lì per qualche anno. In Occidente all'epoca non esisteva il Buddhismo Tibetano, così era ancora molto importante mantenere contatti con l'Oriente. La mia funzione divenne quella di fare da interprete per i lama Tibetani e di aiutarli ad organizzare i loro impegni. Per molti anni Ole ed io abbiamo anche organizzato pellegrinaggi in Oriente, portando circa 100 persone alla volta ogni anno o due. Così ho acquisito molti contatti con l'Asia. Negli ultimi cinque anni sono stata anche coinvolta come interprete per gli insegnanti Tibetani al KIBI (Karmapa International Buddhist Institute) a Nuova Delhi. Per chi inizia il percorso Buddhista oggi, la situazione è completamente differente. Puoi diventare Buddhista nel tuo paese ed imparare e praticare qualunque cosa restando lì. Può essere una cosa buona per il tuo sviluppo fare un pellegrinaggio, per visitare luoghi che hanno una speciale benedizione come Bodhgaya, il luogo dell'illuminazione del Buddha. Ma non è necessario andare a vivere all'Est. Io stessa ci vado solo per ragioni di lavoro.

Come hai imparato il Tibetano?

Verso la fine degli anni '60 quando abbiamo incontrato il Buddhismo, erano stati tradotti pochissimi testi e pochi insegnanti parlavano l'inglese. Abbiamo dovuto imparare il Tibetano da soli, ed io ho cominciato imparando l'alfabeto da Tarab Tulku all'Università in Danimarca. Poi, quando eravamo in India sull'Himalaya e facevamo la nostra pratica, dovevamo tradurci tutti i testi di meditazione da soli. Quando praticammo il Ngöndro iniziammo con il testo delle prostrazioni. Cercai quasi tutte le parole sul dizionario e lentamente tradussi il testo. Fu la stessa cosa con le altre parti del Ngöndro. All'epoca la nostra sistemazione era una specie di ritiro e non parlavamo molto con la gente, così non avevamo molte occasioni per esercitarci a parlare il Tibetano. Per fare esercizio con la lingua parlata siamo dovuti rimanere nei campi profughi tibetani dove nessuno parlava l'inglese. Successivamente invitammo i lama in Europa e non c'era nessun interprete disponibile, così dovetti imparare meglio il Tibetano per poter fare io da interprete. E' stato un processo naturale. Tradurre è diventato parte del mio ruolo mentre Ole ha iniziato l'attività dell'insegnamento. Lui è un insegnante nato, non un interprete (Hannah ride). Se avesse dovuto tradurre da solo gli insegnamenti, avrebbe finito per dare degli insegnamenti suoi personali (ancora ridendo). Va bene così. Anche in questo campo la situazione oggi è molto differente. Ora molti insegnamenti e testi sono tradotti e sono disponibili molti interpreti, così si può praticare facilmente il Buddhismo Tibetano senza conoscere la lingua tibetana.

Come e quando avete deciso di abbandonare il ruolo tradizionale della famiglia? E' accaduto agli inizi del vostro matrimonio?

Quando andammo in Asia in luna di miele e venimmo a contatto con il Buddhismo, restammo lì per molti anni per imparare e praticare intensamente gli insegnamenti Buddhisti. Successivamente ci trovammo a lavorare a tempo pieno per il Dharma. S.S. il 16° Karmapa fu molto preciso nelle istruzioni che ci diede. Egli voleva che noi tornassimo in Europa e che lavorassimo per il Dharma. All'epoca non era possibile combinare questo lavoro con una normale vita familiare - bisognava fare una scelta. La scelta fu facile visto che nel mondo ci sono abbastanza bambini e ciò che facevamo allora era più importante che avere dei bambini nostri. Oggi la situazione è differente. Diventare Buddhista non significa cambiare il proprio stile di vita come abbiamo fatto noi.

Tu ed Ole siete quelli che hanno di fatto portato in Europa il Buddhismo Tibetano.

Divenne una nostra responsabilità perché all'epoca in Europa non esistevano centri di Buddhismo Tibetano. Il nostro sviluppo non ha seguito un andamento tipico, noi abbiamo svolto una funzione specifica in un tempo specifico.

Come riesci a mantenere il tuo equilibrio quando così tante persone ti fanno domande su come occupi il tuo tempo e quando ogni tuo movimento è osservato come se avesse chissà quali significati?

Fare domande su come qualcuno occupa il suo tempo va bene ed in effetti per me non è un grosso problema. Circa il fatto che le persone osservino tutte le tue mosse, mi piacerebbe parlare di qualcosa di interesse generale. In Occidente abbiamo la tendenza a diventare un po' artificiosi e fanatici circa i nostri insegnanti. Guardiamo l'insegnante, ne osserviamo ogni mossa e diamo un significato speciale ad ogni parola che pronuncia. In Europa questa tendenza è un po' troppo diffusa, negli Stati Uniti non so. Dovremmo cercare di essere più naturali con gli insegnanti e con i Rinpoche. La nostra devozione possiamo mantenerla al nostro interno - non deve per forza essere mostrata all'esterno con forme esasperate. Non è necessario essere fisicamente vicini all'insegnante, o stare a guardarlo per tutto il tempo. Se si ha fiducia o devozione, questa non deve essere per forza dimostrata esteriormente. E' importante che, come Buddhisti, stiamo più attenti al tipo di impressioni che il nostro comportamento provoca sul mondo esterno perché le persone hanno già abbastanza difficoltà a capire esattamente che cos'è il Buddhismo, e noi non vogliamo essere confusi con i vari culti che fioriscono al giorno d'oggi.

Come riesci a mantenere il tuo equilibrio vivendo nell'ombra di uomini così potenti come Ole e Shamar Rinpoche?

Nessun problema! (ride) Non ho ambizioni di questo tipo. Non mi vedo come una che vive nell'ombra di qualcuno. Sono soltanto me stessa.

Nella tua pratica del Buddhismo negli ultimi 25 anni, quali sono gli stadi di sviluppo che hai riscontrato in te stessa?

Dal primo momento che ho incontrato i puri insegnamenti Buddhisti, è stata una rivelazione. Fin dall'infanzia mi sono sempre posta molte domande - mi interrogavo sul significato dell'esistenza e cose di questo genere. La Danimarca è una nazione cristiana, ma non molto religiosa, e il Cristianesimo che trovavo lì non mi dava le risposte che cercavo. Non riuscivo ad accettare il concetto di un Dio creatore, la retorica per cui se non credevi in Dio eri dannato per sempre oppure che chi non credeva in Dio era perduto. Questo per me non aveva senso. Mi preoccupava anche molto quello che accadeva alla mente quando si moriva. Mi interrogavo spesso su queste cose quando ero più giovane.

Più tardi, durante la pubertà, sono stata occupata in un sacco di attività mondane (ride). Ero distratta e non mi occupavo tanto di questi problemi. Poi ho incontrato Ole ed abbiamo iniziato ad assumere stupefacenti. Per me questo era un modo di continuare a cercare risposte e specialmente di cercare di esplorare la mente. A parte l'infrangere alcuni concetti rozzi circa il fatto che il mondo fosse solido e reale e quindi l'ottenere un assaggio della natura illusoria delle cose, gli stupefacenti non davano alcuna risposta. Il problema con loro era che invece ci si attaccava alle esperienze come se fossero reali, il che era persino peggio rendendo più difficile il distaccarsene.

I primi insegnamenti diretti del Buddhismo che ho letto nel 1968 erano contenuti in un libro dal titolo Lo Yoga Tibetano e le Dottrine Segrete. Nella parte iniziale del libro c'era un testo di Gampopa, Il Prezioso Ornamento di Liberazione, tradotto da Evans-Wenz. E' una raccolta di insegnamenti presentati in forma di consigli che inizia da un livello relativo abbastanza semplice e ti porta verso gli insegnamenti assoluti. Dava risposte a tutte le domande che mi ero posta. Fu un'esperienza molto forte per me, come tornare a casa. Successivamente incontrammo il nostro insegnante, il Karmapa, ed iniziammo a praticare. Da allora è stato un processo continuo di interiorizzazione degli insegnamenti. E' sorprendente come siano vasti e profondi gli insegnamenti, non hanno fine. Ogni istruzione e pratica che mi davano confermava sempre la verità degli insegnamenti del Buddha e mi portava più a fondo nella comprensione. Sentendo quanto il Dharma mi ha aiutato e vedendo quanti benefici ha anche per gli altri, mi sento estremamente grata per essere in grado di usare così la mia vita.

Hai mai dubitato o ti sei sentita scoraggiata circa il Dharma?

No. Se accade qualcosa di spiacevole o di deludente, questa è solo una conferma di quel che dicono gli insegnamenti circa l'impermanenza e la mutevolezza di tutto ciò che è condizionato. Da bambina ho avuto una vita facile, il che non è forse sempre così utile per imparare ad affrontare le difficoltà, ma allo stesso tempo questo mi ha aiutata ad acquistare una stabilità interna che mi è stata utile nel mio lavoro successivo.

Come si può mantenere una visione pura e non essere ingenuo?

Questo è il punto in cui il Dharma ti aiuta. Se tu non conosci il Dharma, allora tenderai a vivere in qualche illusione irrealistica ed a pensare che le cose sono quello che non sono; dai alle cose un'esistenza permanente che non hanno. Puoi pensare che qualcosa sia meravigliosa e poi all'improvviso scopri che questa non è più meravigliosa. O vedi dei difetti, cominci a giudicare ed a pensare che tutto sia terribile, che non c'è nessuna soluzione e vuoi suicidarti o cose simili. Capisco come le persone possano sentirsi disperate se non conoscono il Dharma - quelli che guardano al mondo senza vedere il quadro d'insieme possono essere terrorizzati da quello che vedono. Ma una volta che tu conosci il Dharma, le cose non sono poi così male. Puoi vedere il potenziale delle persone, assumere la prospettiva corretta. Anche quando ci sono guerre e catastrofi tu sai, per lo meno in teoria, che le cose in realtà non sono come le vedi e la questione è solo quella che ognuno comprenda la vera natura delle cose per far si che queste sofferenze cessino. Se incontri gente che si comporta in modo strano non lo prendi più come un fatto personale. Pensi piuttosto a come puoi consigliarli. Non è più una questione privata. Questo è il modo in cui il Dharma ci aiuta. Avere una visione pura significa vedere le cose come sono nella loro essenza.

E che mi dici quando le persone che ti sono vicine si rivoltano contro di te?

Gli insegnamenti dicono che dobbiamo comprendere l'impermanenza vedendo come gli amici diventano nemici ed i nemici diventano amici. Questo è molto vero. Naturalmente è triste che un buon amico ti si rivolti contro, qualcosa è andato distrutto, ma questo non è accaduto né a me né ad Ole. Per la sua funzione e per il suo aspetto dominante, lui si trova più spesso di me in situazioni nelle quali la gente lo adora oppure lo odia. Ad alcune persone piace vederlo come il loro idolo e tentare di imitarlo. Talvolta sono proprio queste persone che gli si rivoltano contro per orgoglio o gelosia - improvvisamente trasformano Ole nel diavolo. Ole non lo prende come un fatto personale. E' un peccato che succeda ma da questo impariamo molto. Si impara a conoscere la mentalità della gente e i diversi approcci che può avere. Si impara come fronteggiare meglio le situazioni, come instaurare un rapporto con le persone e come evitare che queste cose accadano di nuovo. Puoi vedere che le persone hanno certe tendenze e quindi essere più cauto circa il tipo di relazione da intrattenere con loro, per il loro stesso bene.

Hai in progetto di scrivere un libro?

Ho avuto diversi suggerimenti dalla gente su questo argomento. Un suggerimento è quello di scrivere un libro sulle esperienze di Dharma, un altro è quello di scrivere su cosa significa essere donna nel Buddhismo. Potrebbe essere utile ma il problema è il tempo, ci vuole tempo per scrivere un libro. Ole è più bravo nell'utilizzare ogni singolo secondo - riesce a produrre libri in simultanea con le altre sue attività. Io non ci riesco, per cui vedremo che cosa sarà possibile fare.

Puoi parlarci dello speciale ruolo delle donne nel Dharma?

La pratica del Buddhismo è molto individuale, non cambia per il fatto che sei uomo o donna. Ogni individuo ha le sue proprie capacità e condizioni - esterne ed interne. In Occidente non vedo una grande differenza tra uomini e donne, voglio dire una grande differenza nei ruoli. Questa differenza è presente piuttosto nelle culture orientali. Per quanto riguarda i metodi Buddhisti, non c'è molta differenza, devono semplicemente essere usati. Generalmente, è più difficile per una donna dissolvere l'attaccamento, mentre gli uomini devono forse lavorare di più con l'aggressività - ma è tutto molto individuale. Siamo tutti esseri umani e molti di noi hanno una combinazione di emozioni disturbanti. Così non c'è questa grande differenza tra uomini e donne quando si tratta di praticare il Dharma.

Hai acquistato così tanta conoscenza e saggezza stando accanto ad altri insegnanti e facendo l'interprete per così tanti anni. Perché non ti dedichi di più all'insegnamento?

Il tempo è quello che è ed io sono già coinvolta in molti tipi di attività. Quando si inizia qualcosa la si dovrebbe fare nel modo più corretto. Non mi dispiace insegnare, ma quando sono con Ole, è più naturale che sia lui ad insegnare. Quando non sono con lui, per lo più sono occupata in traduzioni e nell'organizzazione delle attività dei lama Tibetani. In un certo qual modo l'insegnamento non è stato ancora parte della mia attività. Inoltre, Sua Santità è stato molto specifico sull'importanza che Ole ed io lavorassimo insieme e, se io ponessi in cima a qualunque altra cosa un autonomo programma di insegnamento, il già pochissimo tempo che passiamo insieme si ridurrebbe a zero.

Ogni insegnante ha uno stile differente. Questo può costituire una difficoltà dal momento che noi tendenzialmente preferiamo uno stile e disapproviamo gli altri?

La confusione può dipendere dal fatto che noi non abbiamo presente che esistono differenti tipi di insegnanti e pensiamo che l'insegnante debba essere un Rinpoche o qualcuno molto famoso prima di disturbarci ad ascoltare i suoi insegnamenti. Il tuo insegnante principale sarà naturalmente qualcuno che ti piace e di cui ti fidi. E' psicologicamente normale che si impari meglio e si sia più attenti se l'insegnante ha uno stile che ci fa sentire a casa nostra. Ma sembra che noi non comprendiamo la necessità di studiare gli insegnamenti fondamentali allo scopo di capire e di praticare correttamente la via. Per ottenere questo risultato possiamo benissimo ascoltare insegnanti non necessariamente illuminati né dotati di speciale carisma. In questi casi la cosa principale è che sappiano di che cosa stanno parlando. Se noi ci focalizziamo sul Dharma piuttosto che sulla persona che lo sta insegnando, ci proteggiamo anche contro le manipolazioni spirituali, il che è un bene per tutti.

Kagyu Life International, No.4, 1995
Copyright ©1995 Kamtsang Choling USA