Viva conoscenza e la li-ber-tà!

Il nobile sangha

Nell’Uttaratantra Shastra, uno dei testi principali sulla natura di buddha, il sangha realizzato è descritto in termini di due qualità speciali: conoscenza e libertà. Le qualità della conoscenza hanno tre aspetti:

(1) “Gli esseri che stanno realizzando il loro stato di pace, gli esseri nobili, conoscono correttamente perché la mente è completamente pura e i veleni erano sempre esauriti.”

Prima di tutto ci sono le qualità che rendono possibile vedere la natura di tutti fenomeni così come sono. Si sa come le cose stanno veramente, e si realizza la loro natura non nata, la mancanza assoluta di ego. Da un tempo privo di inizio questa natura è sempre stata completamente pura, priva di tutte le oscurazioni temporanee e passeggere. Tutti gli esseri senzienti possiedono questa natura pura, la natura di buddha.

(2) “La loro comprensione, che realizza sia lo scibile sia la sua condizione assoluta, vede che lo stato di omniscenza è in tutti gli esseri. Quindi gli esseri nobili conoscono completamente.”

Si vedono tutti i fenomeni nei loro molteplici aspetti, nella loro completa e complessa varietà. Si conosce tutto ciò che appare sul livello relativo. Non c’è nulla che non è realizzato. Ciò significa comprendere che l’autentica natura della mente, l’essenza dell’illuminazione, pervade tutti gli esseri senzienti senza alcun limite.

(3) “Questa realizzazione è la visione di saggezza che è consapevole di sè. Questa saggezza è pura, perché vede lo spazio incontaminato [della mente], libero da attaccamento e impedimenti.”

Il terzo aspetto della conoscenza è la visione interiore, l’esperienza della consapevolezza consapevole di se stessa. Questa è la conoscenza intuitiva, non dualistica, che non è condizionata da nulla, la visione diretta della sfera di tutti i fenomeni: il Dharmadatu (campo di verità).

Da questi tre tipi di conoscenza sorgono tre qualità della liberazione:

(I) C’è libertà dalle contaminazioni emotive, soprattutto dall’attaccamento all’esistenza e agli oggetti sensuali.

(II) C’è libertà dagli ostacoli di oscurazioni cognitive, di tutti  i concetti dualistici. Significa libertà dall’attaccamento a soggetto e oggetto, in modo da non separare più la mente che percepisce dall’oggetto della percezione.

(III) Infine, c’è l’aspetto insuperabile della saggezza, la libertà dall’ignoranza che è la radice di tutte le altre sensazioni disturbanti e dolorose.  Qui ci si riferisce in particolare alla libertà da ogni visione inferiore, limitante, o da motivazioni correlate al sentiero dei praticanti della Via Stretta [(Hinayana o Thervada) per una liberazione individuale].

La rimozione del primo tipo di oscurazione, le emozioni disturbanti, ci conferisce la saggezza del conoscere le cose come sono veramente. La rimozione delle oscurazioni concettuali ci conferisce la saggezza del conoscere che cosa c’è nella sua completezza. Avendo rimosso la nostra ignoranza di base, otteniamo il risultato della saggezza che vede la natura completamente pura degli esseri senzienti. Vediamo che c’è un numero illimitato di esseri e che tutti hanno quella natura intrensicamente pura.

[estratto da Taking Refuge in the Sangha by Manfred Seegers, in Buddhism Today, Vol 7 (2000)]

 

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